Sono le notti del silenzio,
senza luna,
dove la realtà si cristallizza
come un fotogramma inceppato,
e l’eco delle lacrime che cadono
rimbomba nel cavo dell’io.
Sono le notti del freddo,
della paura che emerge
dai tombini della memoria
ed allaga la ragione,
il sorriso, la speranza,
e ghigna come un sadico joker
che poi sparisce nella nebbia.
Sono le notti
in cui cerco rifugio
tra le piaghe del cuore,
e monconi d’amore
che succhio come un osso
ormai lurido e secco.
«Ha da passà ‘a nuttata»*
mi ripeto
aggrappato ad uno scoglio di me
in questa tempesta di pensieri
e vortici di dolore
che risucchiano anche il coraggio.
Attendo così l’alba che verrà,
- tra poco o forse mai -
mentre con un filo di voce
richiamo i vostri battelli che,
lontano,
solcano rotte sicure,
tra lampade e schiamazzi,
sul ponte ubriaco di mare.
senza luna,
dove la realtà si cristallizza
come un fotogramma inceppato,
e l’eco delle lacrime che cadono
rimbomba nel cavo dell’io.
Sono le notti del freddo,
della paura che emerge
dai tombini della memoria
ed allaga la ragione,
il sorriso, la speranza,
e ghigna come un sadico joker
che poi sparisce nella nebbia.
Sono le notti
in cui cerco rifugio
tra le piaghe del cuore,
e monconi d’amore
che succhio come un osso
ormai lurido e secco.
«Ha da passà ‘a nuttata»*
mi ripeto
aggrappato ad uno scoglio di me
in questa tempesta di pensieri
e vortici di dolore
che risucchiano anche il coraggio.
Attendo così l’alba che verrà,
- tra poco o forse mai -
mentre con un filo di voce
richiamo i vostri battelli che,
lontano,
solcano rotte sicure,
tra lampade e schiamazzi,
sul ponte ubriaco di mare.
* Cfr. Napoli milionaria, E. De Filippo, 1945
(2022)

