non ti scriverò;
non ti cercherò
nei meandri di questa periferia
che i più chiamano vita.
Nemmeno ti disegnerò
con tinte pastello
nella mia mente.
Perché sta arrivando
- come un’onda di risacca
che scuote la battigia
dei miei pensieri -
una brezza, fredda, di malinconia.
Aspetterò allora
che mi consumi, ancora,
come relitto alla deriva,
e si insinui, feroce,
tra le fessure dell’anima.
quando tornerà la bonaccia,
e il mare si sarà ripreso
altre schegge di me,
ti scriverò,
ti cercherò,
e ti accoglierò
in quel porto sicuro
che si chiama cuore.





