26 marzo 2024

Non aspettarmi

Non aspettarmi, stasera:
non ti scriverò; 
non ti cercherò
nei meandri di questa periferia
che i più chiamano vita.
Nemmeno ti disegnerò
con tinte pastello
nella mia mente.
Perché sta arrivando
- come un’onda di risacca
che scuote la battigia
dei miei pensieri -
una brezza, fredda, di malinconia.
Aspetterò allora
che mi consumi, ancora,
come relitto alla deriva,
e si insinui, feroce,
tra le fessure dell’anima.

Domani, sì, domani,
quando tornerà la bonaccia,
e il mare si sarà ripreso
altre schegge di me,
ti scriverò,
ti cercherò,
e ti accoglierò
in quel porto sicuro
che si chiama cuore
.

(2024)



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20 marzo 2024

Come animali inquieti

Come animali inquieti,
prima che sopraggiunga la notte
annusiamo l’aria,
scrutiamo nella nebbia,
seguiamo minuscole tracce,
e puntiamo verso quelle luci
che salgono da valle.

Non c’è più tempo
per vagare nella foresta
o aspettare lungo il fiume:
fra poco farà buio
e questa insaziabile
fame d’amore
ci corrode dentro
lenta come un veleno,
feroce come un morso.

Il branco s’è ormai disteso
senza più forze,
sotto questa luna
turgida di sole,
e quell’ululato,
laggiù nel buio,
è il più malinconico
grido d’amore.

(2024)



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19 marzo 2024

Eppure si può

Abbiamo l’anima
scorticata dalle tempeste,
corrosa dagli inganni
di occhi e cuore,
e le mani serrate
in cerca di vuoto.
Eppure si può cogliere,
nel vento caotico e polveroso,
il sentore del profumo fresco
di un fiore.

(2024)



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08 marzo 2024

Dalle "Lettere alla donna che verrà" (1998)

 (...) «Mentre l’ora si fa tarda e la gente torna a casa, io ti regalo parole di notte, umide d’una brina che domattina rinfrescherà i fiori al primo raggio di sole; parole lunari che sanno di fuochi sulla spiaggia e partite a calcio improvvisate nella piazza di paese, mentre la gente guarda e ride perché tu sei felice e ridi come non mai. Ti regalo queste dita che corrono frenetiche sulla tastiera pur di stare dietro ai pensieri che si affollano, disordinati ma caldi nella testa, perché tu un domani possa prenderle e portarle al tuo petto, ad ascoltare un cuore che riprende a battere un poco più forte. Disteso come una foglia gigante sulla brina di queste ore, ascolto il turgido silenzio della vita che cova sotto la pelle, delle mani che ti cercano nel buio della notte e di questo foglio bianco: piccole zattere, le mie parole potessero  portarti in dono fiori e frutta fresca, perché il tuo sorriso illumini ancora questa voglia di vivere, insieme, nel cavo del tempo».

(1998)


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04 marzo 2024

Tra corridoi di stelle

Vago ancora
tra questi corridoi di stelle
che stupiti abbiamo disegnato
con i nostri sguardi,
ubriachi di cielo.
Disperso nel buio siderale,
infinite particelle di me
ora riflettono
la luce fioca dei tuoi occhi
che scrutano la notte
al richiamo feroce e dolce
di questa malinconia.

(2024)



02 marzo 2024

La strada che porta a te

Non so più quale sia
la strada che porta a te,
tra infinite buche 
e miraggi crudeli.

Ormai ho il passo pesante,
le scarpe consumate,
il viso arso
dal vento dei ricordi;
e questa pioggia
che annega anche il pensiero,
corrode ciò che rimane
della proiezione di te.

Ho interrogato la luna,
acceso falò contro il buio
e gridato la mia poesia
nelle gole del tempo,
perché un refolo di versi
potesse accarezzarti il cuore.
Ed ho incontrato altri viandanti,
esausti e perduti,
lungo il ciglio del sogno 
regalando loro
bocconi di speranza.

Ma un’altra notte, ora, 
s’avvicina con dita di nebbia
che mi serrano la gola.
Con quel che resta
di legna e parole umide,
allora,
stasera accenderò un altro fuoco
di passione e resilienza,
mentre stormi di incertezze
volano alti, verso nuove terre
calde e di luce.

Non so più quale sia
la strada che porta a te,
così passerò la notte
snocciolando pensieri
che sfrigolano 
tra le fiamme dolci
di questo infinito bruciare
in cerca di te.

(2024)



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