15 agosto 2023

Riflessioni - Le parole sono pietre

Le parole sono come le pietre. Tutti sono in grado di raccoglierle, conservarle oppure scagliarle in uno specchio d'acqua o contro oggetti inanimati ed esseri viventi. Ma non tutti possono costruirci qualcosa. Perché come le pietre puoi farci una dolce capanna, un castello, ma anche erigere muri, disegnare strade che portino a te o lontano da te, verso l'infinito o anche solo fino alla porta di casa.
Le parole sono una delle poche cose che resistono al tempo: lo fissano come una fotografia, ma ne cristallizzano il significato come dentro l'ambra preistorica. Per questo parole di pochi secondi fa oppure anche di secoli, vanno rivitalizzate. Va tolto loro il loro guscio del tempo e vedere se sono sbiadite, corrose, oppure restano intatte nella loro miracolosa verità. Le parole sono gusci da riempire, di verità o bugie, di essenza o assenza.
I costruttori di parole, come i poeti o gli scrittori, lo sanno bene. Ci giocano come fiori con cui comporre maestosi giardini oppure mazzolini da regalare ad anime sensibili. E sanno bene che sì, sono contenitori vuoti, ma sono come colori a tempera dentro il tubetto, con cui creare opere d'arte, schizzi d'emozioni, ma con i quali puoi anche solo scarabocchiare le bacheche della vita, lanciare SOS, o ritrarre ciò che l'anima riflette. Le parole possono essere foglie morte in balia del vento, o punte di scalpello che ti entrano nel cuore. Comunque esse siano, però, restano esattamente come lo scheletro di una foglia d'autunno, che non muore ma si trasforma: se poi lo fa in un terreno ricco di vita oppure diventa solo un pezzo di vita che ingombra i tombini della memoria, beh... quello non dipende da loro.

13 agosto 2023

Il relitto

Aggrappato a questa banchina,
dismessa e lurida,
imbarco acqua limacciosa
che penetra,
lenta,
nel mio io sottocoperta.
Talvolta
vecchi marinai disillusi
raggrinziscono le loro facce
di rughe e salsedine
e mi osservano affondare,
come vecchio relitto
consumato dal tempo.
Conoscono bene l’onda di rimessa
che sfiora il mio scafo segnato
e ne ruba, curiosa,
l’ardire di rotte infinite,
mentre poco più in là
giovani motoscafi
dai motori lucidi e sfrontati,
solcano il sangue di questo tramonto
che sa di fuoco
e amori perduti.

(2023)


12 agosto 2023

L'uomo delle girandole

Chiederò
all’uomo delle girandole
i segreti del vento
e di come le sue dita di legno,
leggere e gagliarde,
ne rubino il respiro.
Perché ormai è bonaccia
su questo cuore riarso
.da un inverno senza fine,
ed immobili i pensieri
giacciono come scafi sfondati
sulla rena della vita.

Chiederò
a quest’uomo ormai stanco
da troppe tormente
di regalarmi
un ultimo soffio vitale
che smuova lento
i cocci di queste maschere
frantumate all’alba del sogno:
brandelli di sorrisi
vuoti come foglie secche
che vorticano
nelle paure più buie.

Gli chiederò poi un’ultima girandola,
ma di parole,
perché un refolo d’aria
ne disperda per sempre
la crudele illusione.

(2023)


NOTA DELL'AUTORE - Faccio riferimento ad un signore anziano, che abita nella mia stessa zona, che da anni costruisce meravigliose girandole di legno colorate e col quale ho avuto recentemente il piacere di scambiare due chiacchiere e ascoltare un brandello della sua storia 




>>> Guarda la videopoesia


03 agosto 2023

Potrei aspettare

Certo, ora potrei fermarmi
ad ascoltare il vento
ed i frammenti di vita
che porta con sé;

oppure sostare
sotto questo mare di stelle
o anche solo i lampioni
d’una via ormai deserta
in cerca di luce;

o ancora avvicinare
i disillusi della notte
con i loro malinconici falò,
tra il crepitare di sospiri
e inutili maledizioni. 

Ma,
nel vuoto di questo silenzio,
posso ancora sentire
una sottile eco del tuo respiro
che ci chiama caparbio,
come brezza
che si farà tempesta.


(2023)




>>> Guarda la videopoesia