11 agosto 2021

Il treno delle anime fragili

L'uomo alla finestra lo segue,
ogni sera,
scivolando col dito sulla condensa 
d'acqua e ricordi.

La gente lo chiama
"il treno delle anime fragili",
- d’abitudine, senza un perché -
e ogni giorno, all'imbrunire,
lascia le stesse stazioni,
viaggiatori sempre nuovi.
Qualcuno lo saluta con la mano,
altri semplicemente sorridono;
gli stessi che da ragazzi, invece, 
gli lanciavano sassi ridendo.

Scivola nella notte, 
leggero, quasi senza meta:
perché parte e nessuno lo vede più.
Poi, all'alba, quando ancora la città dorme, 
fa rientro in silenzio,
ed esausto.

Qualcuno dice che trasporti poeti,
e che la notte
scrivano i loro versi più belli;
altri giurano d’aver visto 
vocali e consonanti schizzare via
tra lo scintillio delle ruote sul ferro.

Per i più, invece,
semplicemente non esiste.

L'uomo alla finestra
ascolta e sorride:
una goccia d'acqua ne riga il vetro 
e il viso.

(2021)



Nessun commento:

Posta un commento