Ho passato tutta la notte
a tenere acceso
questo fuoco dell’anima
sugli scogli a picco
nel mare della speranza.
L’ho protetto
dalle lacrime,
dal vento
di urla soffocate,
dal gelo
del disinteresse,
e per tutta la notte,
all’orizzonte,
ho visto le luci dei vascelli
allontanarsi
tremolando sull’acqua.
Ora è quasi l’alba,
e tra lo stridio dei gabbiani
che si levano in volo,
soffio ancora
su tizzoni ormai consumati
ravvivando il fuoco
che ancora hanno dentro,
ma la stanchezza
scorre sotto la pelle,
annebbia il pensiero,
genera mostri.
E così
m’avvolgo le mani
intorno alla bocca
per un grido ancora più forte,
che scivoli tra le onde
di questo mare
che ora chiama tempesta.
a tenere acceso
questo fuoco dell’anima
sugli scogli a picco
nel mare della speranza.
L’ho protetto
dalle lacrime,
dal vento
di urla soffocate,
dal gelo
del disinteresse,
e per tutta la notte,
all’orizzonte,
ho visto le luci dei vascelli
allontanarsi
tremolando sull’acqua.
Ora è quasi l’alba,
e tra lo stridio dei gabbiani
che si levano in volo,
soffio ancora
su tizzoni ormai consumati
ravvivando il fuoco
che ancora hanno dentro,
ma la stanchezza
scorre sotto la pelle,
annebbia il pensiero,
genera mostri.
E così
m’avvolgo le mani
intorno alla bocca
per un grido ancora più forte,
che scivoli tra le onde
di questo mare
che ora chiama tempesta.
(2023)

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