Ti scrivo da lontano,
molto lontano:
da quella crepa a mezzo
tra sogno e ragione,
speranza e follia,
dove mi rannicchio
nei giorni di tempesta,
quando il vento del dubbio
scuote la mente,
secca la gola,
e graffia lo sguardo.
molto lontano:
da quella crepa a mezzo
tra sogno e ragione,
speranza e follia,
dove mi rannicchio
nei giorni di tempesta,
quando il vento del dubbio
scuote la mente,
secca la gola,
e graffia lo sguardo.
Ti scrivo da lontano,
ed allora cesello ogni parola
perché ai tuoi occhi
risplenda come quarzo
in questa roccia del nostro tempo,
incrostata d’inutile attesa.
ed allora cesello ogni parola
perché ai tuoi occhi
risplenda come quarzo
in questa roccia del nostro tempo,
incrostata d’inutile attesa.
E ti scrivo perché
fra poco farà di nuovo buio
e la notte, ancora,
si riempirà di rapaci
che ghermiscono brandelli di me
tra feroci vortici di pensiero.
fra poco farà di nuovo buio
e la notte, ancora,
si riempirà di rapaci
che ghermiscono brandelli di me
tra feroci vortici di pensiero.
Così ti scrivo, sì,
ma da molto lontano:
da quella breccia nel tempo
dove le parole, come farfalle
cercano i fiori più belli
dove fermarsi,
e morire.
ma da molto lontano:
da quella breccia nel tempo
dove le parole, come farfalle
cercano i fiori più belli
dove fermarsi,
e morire.
(2023)

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