È ora di andare.
Quindi
raccogli i tuoi cocci,
spegni l’ultima brace,
asciuga gli occhi
e mettiti in cammino
schivando cocci di parole
e questa emorragia d’emozioni
che nutre la terra del sogno.
Quindi
raccogli i tuoi cocci,
spegni l’ultima brace,
asciuga gli occhi
e mettiti in cammino
schivando cocci di parole
e questa emorragia d’emozioni
che nutre la terra del sogno.
È ora di andare,
senza guardare indietro
a quel sorriso che t’ha sfondato
le dighe dell’anima;
a quegli occhi
che avresti rubato
e nascosto alla notte;
a quel cuore
che avresti divorato
di baci e d’amore.
senza guardare indietro
a quel sorriso che t’ha sfondato
le dighe dell’anima;
a quegli occhi
che avresti rubato
e nascosto alla notte;
a quel cuore
che avresti divorato
di baci e d’amore.
No, non guardare indietro
a quel pezzo di te che,
testardamente,
ti chiede di restare,
perché una luce l’ha vista
tra quelle mani che schivavano
uno tsunami di follia
ed erano in cerca, soltanto,
d’una quieta razionalità
dove spiaggiare.
a quel pezzo di te che,
testardamente,
ti chiede di restare,
perché una luce l’ha vista
tra quelle mani che schivavano
uno tsunami di follia
ed erano in cerca, soltanto,
d’una quieta razionalità
dove spiaggiare.
E no, non guardare
a quel pezzo di te che muore,
ancora,
ai piedi di un sogno
ancora una volta
da conquistare.
a quel pezzo di te che muore,
ancora,
ai piedi di un sogno
ancora una volta
da conquistare.
(2026)

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