15 luglio 2026

Lettera della nostalgia

Se solo potessi sperare che anche per te le parole hanno un potere, lo stesso che hanno per me; se solo non avessi la mente piena dei mille consigli dei saggi, dei razionali, di  coloro che sanno come va il mondo, secondo cui chi non ti cerca lo fa sempre e comunque con coscienza, calibrata crudeltà, e feroce indifferenza; e se solo non trovassi folle, stupido, disperato, ma anche bellissimo farlo…

vorrei poterti scrivere che non riesco a toglierti dalla testa. E ci ho provato, sai. Oh se ci ho provato a cacciarti, a respingerti, a soffocarti, a tagliuzzare il tuo ricordo con le forbici della ragione e la lama della razionalità. Oh se ci ho provato nei giorni di luce, in quelli in cui i consigli dei saggi ti sembrano parole colate, verità scolpite, linee guida sicure per non cadere nel vortice della malinconia o della follia. Ma poi arriva la notte. Arriva il buio, la non-razionalità, il pensiero che cede il passo alla pancia, all’umore vitale che ti inonda il cuore e trabocca fino a trasformarsi in un urlo che porta con sé tutto il dolore che hai dentro; quello nuovo ed il vecchio che regge le ossa dell’anima e ti rende così sensibile.

Vorrei poterti sfiorare il viso così come faccio con una tua foto, mentre mi commuovo, mentre mi accoccolo in me stesso in cerca di calore e di un sorriso.
Vorrei poterti dire tutte le parole che ancora ci sono dentro ed hanno il tuo nome; vorrei varcare i confini di questa notte e correre fino  te per rapirti e portarti via, là dove il tempo non passa; là dove le parole dei saggi non valgono; la dove le parole hanno il potere di cambiare il mondo. E quello di cambiare anche i cuori.

Vorrei  chiudere gli occhi e riprendere a sognare, là dove tutto si è fermato, ai piedi di una diga d’amore troppo presto spalancata e che ha inondato la ragione la paura, il buonsenso… il normale vivere quotidiano.

Se solo potessi sperare che anche per te le parole hanno un potere, lo stesso che hanno per me, ti direi che non ti ho mai dimenticato. Sognando per un attimo, solo per un attimo, che anche tu dica lo stesso.