Regalami, ti prego,
una quiete di parole:
un silenzio che si faccia carne,
uno sguardo che abbraccia,
mani che ti trattengono
sull’orlo dell’infinito.
Regalami, ti prego,
un vuoto di pensieri
e di luna a cui gridare
l’orrore che morde dentro.
Regalami, ti prego,
questo lenzuolo di pelle,
dove possa scivolare
come goccia di sudore
nell’affanno dell’amore.
Perché ho mani piagate
da versi ormai smunti,
ed occhi striati
da questa nebbia che sale
sul fare della sera.
E ad ogni passo,
ora,
m’appoggio esausto
all’eco del mio poetare.
una quiete di parole:
un silenzio che si faccia carne,
uno sguardo che abbraccia,
mani che ti trattengono
sull’orlo dell’infinito.
Regalami, ti prego,
un vuoto di pensieri
e di luna a cui gridare
l’orrore che morde dentro.
Regalami, ti prego,
questo lenzuolo di pelle,
dove possa scivolare
come goccia di sudore
nell’affanno dell’amore.
Perché ho mani piagate
da versi ormai smunti,
ed occhi striati
da questa nebbia che sale
sul fare della sera.
E ad ogni passo,
ora,
m’appoggio esausto
all’eco del mio poetare.
(2021)
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