15 giugno 2026

Il menestrello

La sento ancora
la sua risata,
tagliente come lama,
bruciante come il fuoco
che sento adesso,
mentre il mio corsetto
da pagliaccio di corte,
ora s’inzuppa di quel sangue che,
invece, 
avrei versato per lei.

La vedo ancora
chiamarmi a sé, 
in cerca d’una battuta,
d’un giochetto,
d’un sorriso 
che la divertisse.

Solo che,
oggi,
alla regina ho dichiarato 
il mio cuore:
senza timore;
senza vergogna;
senza speranza.

E come se l’ho sentita
quella lama ridente
tagliarmi le vene.
E come se poi l’ho capito
l’inganno crudele
d’un amore puro
scambiato per burla.

(2026)



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