20 marzo 2024

Come animali inquieti

Come animali inquieti,
prima che sopraggiunga la notte
annusiamo l’aria,
scrutiamo nella nebbia,
seguiamo minuscole tracce,
e puntiamo verso quelle luci
che salgono da valle.

Non c’è più tempo
per vagare nella foresta
o aspettare lungo il fiume:
fra poco farà buio
e questa insaziabile
fame d’amore
ci corrode dentro
lenta come un veleno,
feroce come un morso.

Il branco s’è ormai disteso
senza più forze,
sotto questa luna
turgida di sole,
e quell’ululato,
laggiù nel buio,
è il più malinconico
grido d’amore.

(2024)



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